“il paese” compie 50 anni

Progetti, racconti e testimonianze

“Un giornale per creare una comunità fondata su relazioni sociali, solidarietà e memoria storica condivisa”

6 aprile 2016, parte dei 25 membri della Redazione intercomunale de ”il paese” nel castello Alfieri di Magliano alla fine della presentazione del 10° volume delle ristampe triennali de “il paese”, con Prefazione di Aldo Cazzullo. L’evento fu anche occasione di celebrazione del quarantennale del giornale.
Da sinistra, seduti: Giuliana Borsa, Anna Corino, Carla Bonino; in piedi: Marida Astegiano, Silvia Rivata, Bruna Penna, Maria Rosa Locorvo, Carola Cantamessa, Sandro Dezolt, il coordinatore redazionale Cesare Giudice, Tiziano Gaia, Mauro Aimassi, Carla Molino, Elio Allerino, Franco Artusio.

Quest’anno il giornale locale “il paese” compie 50 anni: mezzo secolo di redazione totalmente volontaria, tramite l’omonima associazione di volontariato, che dà voce e informa il territorio dei sette comuni della sinistra Tanaro roerina (Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca, Vezza)  e le sue variegate anime. Tra queste trova spazio anche quella della solidarietà.

Il primo numero de “il paese” uscì domenica 8 febbraio 1976: 300 copie di sole quattro pagine in bianco e nero, distribuite gratuitamente per promuovere l’abbonamento, all’uscita dalle Messe delle tre chiese di Magliano Alfieri, unico comune inizialmente coinvolto. Il giornale fu emanazione della neonata pro loco.

Il “lancio” ebbe successo al di là di ogni aspettativa: al termine di quella giornata già circa 100 maglianesi avevano versato la quota minima richiesta per ricevere quattro numeri annui del giornale, quota che ammontava a ben…1000 lire per coprire le sole spese tipografiche, poiché il lavoro redazionale era, allora come oggi, integralmente volontario e non vi erano ancora spese postali, essendo “il paese” per i primi 10 anni di vita distribuito personalmente dai redattori.

«È curioso ricordare che per stampare quelle 300 copie del peso di quattro chili, furono necessari ben 79 chili di piombo poiché la composizione tipografica era ancora effettuata mediante caratteri di piombo, su cui passava poi il rullo inchiostrato che trasmetteva la stampata ai fogli di carta. Oggi invece il giornale viene impaginato sul computer e inciso direttamente sulla lastra che lo stampa» ha detto Cesare Giudice il presidente dell’associazione Il Paese ODV, sodalizio costituito il 20 aprile 1983, poi iscritto al Registro regionale delle Organizzazioni di Volontariato e ora iscritto al Runts.

50 anni fa iniziavano a nascere anche nel Roero nuove associazioni di volontari, in genere sotto forma di pro loco, società sportive, biblioteche civiche o anche di Gruppi spontanei, per rispondere ai nuovi bisogni e dunque per rilanciare anche in senso culturale le feste patronali, per costruire campi sportivi, per interessarsi dei problemi locali ed ambientali, per tutelare il patrimonio storico, artistico ed etnografico, per riscoprire la storia dei paesi e la cultura popolare con le sue tradizioni, in alternativa alla massificazione culturale in atto. «Antonio Adriano e il gruppo spontaneo maglianese in quegli anni documentavano gli ultimi bagliori della morente civiltà contadina e riscoprivano e riproponevano sul campo l’antica tradizione popolare del “Cantè j’euv”, oggi considerata importante parte del patrimonio culturale immateriale di Roero e Langa.
Nel Roero, negli anni ’70-’80, nascevano anche alcuni giornali “di paese”, quasi tutti già scomparsi: la loro storia (e la nostra) è stata ben raccontata da Giorgio Enrico Cavallo sul numero uscito nel 2016 della pregevole rivista storica annuale “Roero Terra Ritrovata”, con la quale collaboriamo» spiega Giudice.

Nonostante la crisi dell’editoria, in ambito commerciale s’intende e la fatica per la carta stampata in generale, il giornale realizzato integralmente da volontari resiste al tempo grazie sicuramente alla loro costanza.

Cinquanta anni e 308 numeri dopo quell’8 febbraio 1976, l’attuale bimestrale di 1900 copie di 16 pagine a colori viene pubblicato dall’ODV e inviato a circa il 40% delle 4000 famiglie di sette comuni della sinistra – Tanaro roerina (Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca, Vezza), i quali contano complessivamente circa 15.000 residenti, e a vari emigrati dai sette comuni ad Alba, Torino. Altre 250 copie circa vengono inoltre inviate in omaggio ai sindaci, alle biblioteche civiche e alle associazioni del Roero e dell’adiacente destra – Tanaro delle Langhe, ad Enti pubblici, media e personalità varie del mondo politico e culturale della provincia.

Nato negli anni Settanta con l’obiettivo di favorire la crescita culturale, civile e democratica della popolazione, nel tempo ha affiancato a questa missione originaria nuove finalità. Sicuramente una è quella di promuovere una visione intercomunale e di rafforzare un’identità condivisa del Roero tra cittadini e amministratori proprio attraverso l’informazione, come collante informativo. Il simbolo del Roero (la ruota di carro con otto raggi) fu inserito nel logo della sua testata già nel 1983, in raccordo con i periodici roerini “La chiacchiera” di Corneliano e “Il perno” di Sommariva perno che lo introdussero nella loro testata.

Un secondo obiettivo è contrastare il rischio che l’eccessiva urbanizzazione trasformi i paesi della sinistra Tanaro in anonimi “non luoghi” e far sì che restino vere comunità, fondate su relazioni sociali, solidarietà e memoria storica condivisa.

Un’ulteriore finalità è accrescere la consapevolezza sulle gravi problematiche ambientali e climatiche sia locali che globali. Il bimestrale rappresenta inoltre un legame con la terra d’origine per chi è emigrato dai sette comuni.

Sul piano politico, il riferimento resta esclusivamente ai valori democratici, sociali e di libertà della Costituzione. Nel direttivo e nella redazione collaborano persone di diversa fede e opinione politica, unite da questi principi comuni.

«Ringraziamo l’amica braidese Grazia Novellini, militante ambientalista di “Italia Nostra”, giornalista e a lungo responsabile editoriale di Slow food, per avere, fin dal 1976, accettato gratuitamente di depositare il suo nome in Tribunale, fungendo cioè da “Direttrice responsabile” de “il paese”.

Ringraziamo infine tutti i lettori che ci hanno accompagnato e sostenuto in questo lungo viaggio e che hanno ancora voglia di camminare con noi, nonché i collaboratori del passato e gli attuali circa 40 redattori, collaboratori e collettori delle quote sociali (unica fonte di finanziamento) per il loro lavoro volontario» commenta il presidente Cesare Giudice.

 

Giorgia Barile