ASCOLTO, ACCOGLIENZA, AIUTO E AMICIZIA: LE QUATTRO A DELL’ASSOCIAZIONE A-FIDATI PER COMBATTERE I DISTURBI ALIMENTARI E DARE SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Progetti, racconti e testimonianze

“Insieme è meglio per affrontare
i momenti di sofferenza”

I disturbi alimentari sono la punta dell’iceberg del sentirsi silenziati e distaccati dall’ascolto della propria voce interiore.

Parte da questa convinzione l’attività dell’associazione A-Fidati ODV che dal 2019 opera sul territorio per dare sostegno alle famiglie che hanno al loro interno un figlio con disturbi alimentari.

«Conosciamo bene le complessità delle patologie legate ai disturbi alimentari – dichiara la presidente dell’associazione Maura Acconci – e per questo intendiamo trasmettere la certezza che insieme è meglio per affrontare i momenti di sofferenza, di difficoltà e smarrimento con i quali ci dobbiamo confrontare quotidianamente; non abbiamo la bacchetta magica, ma vogliamo offrire un abbraccio per aiutare altri famigliari a sentirsi meno soli».

Il nome A-Fidati è un gioco di parole tra Fidati e Affidati, con la lettera A che richiama la missione dell’associazione: Ascoltare, Accogliere, Aiutare e dimostrare Amicizia verso chi ogni giorno si trova a dover affrontare con timore le emozioni opprimenti che vivono i nostri cari: Angoscia, Abbandono, mancanza di Autostima, Ansia.

Nata per dare supporto alle famiglie negli anni l’associazione ha ampliato le proprie attività e ha intrapreso progetti volti anche a sostenere i ragazzi. In questo contesto è nato il percorso “Unicità che si incontrano”.

Il laboratorio, guidato dalla psicoterapeuta Mara Olocco, ha posto l’attenzione al corpo nello spazio e con gli altri e alla sua possibilità di espressione libera dai vincoli della quotidianità e dai giudizi che si pensa possano attivarsi e che si attivano in sé. Linguaggi diversi come quello del teatro hanno permesso di promuovere la gentilezza verso il proprio corpo, che diventa cura e può migliorare l’autostima. Tutto il percorso ha cercato di riportare l’attenzione all’infanzia e al gioco, alla necessità di recuperare nelle diverse fasi evolutive la spontaneità e la leggerezza del fare per stare.

I ragazzi hanno usato il laboratorio per creare una forma di sé, hanno creato una modalità per andare oltre il giudizio e sono riusciti a integrare l’esperienza del corpo nella narrazione di sé.

Un altro importante progetto, che quest’anno ha visto coinvolti le scuole primarie degli istituti comprensivi di Centallo e Dronero è “Impronte di me”. Il percorso ha utilizzato il metodo della globalità dei linguaggi per informare e sensibilizzare i bambini.

Guidati alla professionista Alessia Cipolletta i piccoli studenti hanno avuto la possibilità di venire a contatto con le proprie emozioni per poi saperle esprimere.

Il percorso ha messo in luce un grande bisogno di essere ascoltati, di raccontare cosa avviene nelle loro piccole vite. È emerso che già a 8/9 ani i bambini hanno problemi di ansia, soffrono e hanno paura di essere giudicati.

Spiega ancora la presidente Maura Acconci: «Ci arrivano chiamate da genitori di bambini sempre più piccoli, abbiamo capito che è necessario parlare del tema, è fondamentale che venga fatta sensibilizzazione nelle scuole. Per questo motivo, a fianco della nostra attività primaria, che è quella di sostegno alle famiglie, abbiamo attivato queste attività nelle scuole. Grazie al supporto di professionisti che lavorano con l’associazione, riusciamo a intercettare i bisogni dei bambini e dei ragazzi».

A fianco di questi progetti l’associazione continua la sua attività con le famiglie: una volta al mese viene organizzato un incontro online con la psicoterapeuta Francesca Pirotti, uno spazio di confronto dove possono essere fatte domande e dove si ricevono consigli.

Insieme a un professionista viene anche organizzato un gruppo di auto mutuo aiuto per genitori e infine è attivo uno sportello con un team di esperti pagati dall’associazione. Le famiglie possono ricevere un primo consulto da una squadra composta dallo psichiatra, da due nutrizioniste e dalla psicologa. Un modo per accorciare i tempi di attesa del pubblico e per poter attivare percorsi di accompagnamento mirato.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.a-fidati.com.

Elisa Girardo