Il libro “Tutta la luce che ho trovato per te”

Cultura e Volontariato

“Se ci affidiamo a Speranza, nel nostro cuore si accende questa luce che ci ricorda quanto
siamo forti, anche nei momenti più fragili, quanto siamo belli, anche nei momenti
più brutti e quanto siamo fortunati,
anche nei momenti più sfortunati”

Tutta la luce che ho trovato per te” è un racconto dedicato alla Collina degli Elfi ODV, scritto da Francesca Imberti e Andrea Lamonica e illustrato da Giulia Quagli.

È nato per trasformare una storia fantasiosa in un gesto concreto di solidarietà: il ricavato delle vendite di “Tutta la luce che ho trovato per te” sarà devoluto alla Collina degli Elfi ODV di Govone che, durante il periodo estivo, grazie alla collaborazione con i principali centri pediatrici oncologici italiani, accoglie gratuitamente bambini dimessi dall’ospedale da non più di un anno, di età compresa tra i 3 e i 17 anni, insieme alle loro famiglie. La settimana trascorsa alla Collina rappresenta un’occasione preziosa di svago, condivisione e ritorno alla normalità. Sull’associazione si legga l’articolo pubblicato su questa rivista https://csvcuneo.it/rivista/alla-collina-degli-elfi-nuovi-spazi-per-il-gioco-della-vita-oltre-la-malattia.

 

Tutta la luce che ho trovato per te” è la storia di Aron, un golden retriever bianco che parte alla ricerca di una luce speciale per aiutare il suo adorato piccolo umano Sam ad affrontare la paura del buio. Nel suo viaggio, tra fantasia e realtà, in cui la natura si anima e fa amicizia col cane, trova la luce della speranza nel suo lanternino e la dona a Sam.

Il buio diventa un parallelismo velato con le sfide che si affrontano quando si ha a che fare con la malattia: paura, tristezza, solitudine, ma anche speranza.

È stato pensato per essere vissuto attivamente: grazie alle illustrazioni di Giulia Quagli, può essere anche colorato. Un invito a riempire le pagine di colori, trasformando la lettura in un’esperienza partecipata e simbolica.

 

Abbiamo chiesto a Francesca Imberti di raccontarci com’è nato questo libro.

«Vi racconto brevemente la storia della nascita di “Tutta la Luce che ho trovato per te”. Io ho una community su Instagram con il mio profilo “Pillole di fra” che racconta la mia quotidianità dopo il mio percorso oncologico.

Io ho avuto un linfoma di Hodgkin nel 2021. Una delle mamme della mia community mi aveva segnalato la Collina degli Elfi ODV perché c’era stata recentemente con la figlia e pensava potesse essere utile, anche ad altre mamme. Mi sono informata un pochino su quella che era la realtà della Collina degli Elfi, realtà che ovviamente mi è piaciuto moltissimo, come valori, come impostazioni, come realtà proprio nel concreto. Decisi quindi di parlarne su Instagram affinché potesse essere utile, appunto, ad altri genitori che magari avevano dei figli con una diagnosi oncologica e che potevano rivolgersi a loro questa splendida realtà.

Da queste mie stories, Andrea Lamonica mi scrive nel settembre 2023 e mi dice che anche a lui la realtà è piaciuta moltissimo e che gli sarebbe piaciuto realizzare un progetto che potesse raccogliere fondi per loro.

Quindi l’idea di “Tutta la luce che ho trovato per te” un libro che potesse essere acquistato, il cui ricavato fosse devoluto completamente alla Collina degli Elfi. Abbiamo iniziato a scrivere la storia. Abbiamo scelto come protagonista Aron, che è il mio golden retriever, perché fa sempre facce molto buffe. Ci è sembrato un pochino il personaggio che potesse raccogliere le simpatie dei lettori, sia grandi che piccoli.

E poi abbiamo voluto trattare il tema della paura e delle preoccupazioni, le sensazioni e le emozioni che si sperimentano durante la diagnosi oncologica e trasformarle in un racconto leggero che ovviamente ad una prima lettura non parla in alcun modo di malattia. Tutti i riferimenti alla malattia sono molto velati, nascosti tra le righe.

Abbiamo voluto raccontare più che altro le emozioni, le sensazioni, alcuni avvenimenti che succedono durante la diagnosi senza mai citarla nel concreto, proprio perché desideravamo che fosse un racconto che a prima vista e, soprattutto, per i bambini potesse essere spensierato.

Il libro poi è stato illustrato meravigliosamente da Giulia Quagli che ha donato  gratuitamente il suo tempo e le sue illustrazioni e può essere anche colorato».

 

Anche Andrea Lamonica ci ha raccontato la genesi del libro.

 «Il progetto nasce da una casualità: una storia Instagram di Francesca dove racconta della Collina degli elfi.

Ho fatto amicizia con Francesca nel periodo in cui avevo fondato un portale di letteratura di viaggio i cui ricavati venivano interamente destinati a progetti di ricerca contro le malattie rare. Questo perché sono un grande viaggiatore e durante un viaggio in moto verso Gibilterra mi sono imbattuto in un libro che è stato per me fondamentale “Andare avanti. In cammino per ridare un senso alla vita” di Christian Cappello.

La (vera) storia di questo libro racconta di una tragedia che succede ad una coppia e lui decide di raggiungere a piedi i centri di ricerca contro le malattie rare in italia. Questo mi fece pensare: quando realizzerò qualcosa di mio, voglio restituire qualcosa al mondo. E da qui nacque l’idea del portale, grazie al quale ho conosciuto la storia di Francesca.

Qui arriva il secondo punto importante: durante una chiacchierata, Francesca mi disse di avere l’infermiere più premuroso al mondo… Aron!

Anni dopo, vedendo quella storia, ho pensato di scrivere a Francesca per provare a fare qualcosa a supporto di questa meravigliosa struttura. Il nostro imperativo però era realizzare qualcosa che portasse in sé una dignità, allontanandoci dal concetto di donazione nel senso più classico e compassionevole, qualcosa di tangibile, di realmente fruibile e grazie al quale si potesse contribuire al sostegno della Collina degli elfi.

Ci piaceva l’idea di uno scambio, un libro – cioè il frutto di un lavoro – in cambio di un supporto diretto alla struttura.

Era la prima esperienza di pubblicazione per entrambi, abbiamo realizzato la storia facendo in modo che – molto velatamente – ogni personaggio portasse dentro di sé una “fotografia” del percorso oncologico, che solo chi conosce da vicino potesse riconoscere. Perchè questa non è la storia di un brutto male, anzi… non c’è mai un riferimento a qualcosa di negativo in tutto il racconto. Per la maggior parte dei lettori sarà la storia di un viaggio narrato dalla prospettiva un po’ tonta ed autoironica di un golden retriever. Per altri potrebbe essere qualcosa in più.

Lavoriamo a questo libro per più di tre anni, abbiamo portato l’idea al tavolo di vari editori che hanno sempre accolto con entusiasmo il progetto, ma non avrebbero potuto garantirci un margine significativo da far arrivare alle casse della Collina degli elfi.

Per me e Francesca non è mai stato importante poter dire “siamo due autori”, il nostro unico obiettivo era supportare il lavoro della Collina. Tant’è che nonostante il gran lavoro dietro a quest’opera abbiamo deciso di rinunciare ad ogni compenso personale e di utilizzare un account di proprietà della Collina per la pubblicazione su Amazon.

Amazon ci garantiva, al netto dei costi, un margine che nessun editore ha potuto replicare così più che una scelta di vanto o professionale, abbiamo fatto una scelta di cuore optando per il servizio con la marginalità – per la Collina – più alto.

Trovato l’editore, è iniziata una vera e propria Odissea per graficare il libro… le abbiamo pensate tutte! Nonostante questo abbiamo sempre rifiutato l’idea di usare l’IA perchè avrebbe reso un po’ piatto un lavoro dietro cui c’era tanto cuore.

Poi Francesca acquista per la sua bimba un libro illustrato da Giulia Quagli. Scriviamo a questa illustratrice le spieghiamo il progetto. Qualche mail dopo, Giulia ci conferma di voler contribuire al rinunciando – come abbiamo fatto noi – ad ogni forma di compenso.

Questa è la storia di come è nato “tutta la luce che ho trovato per te” dal mio punto di vista».


Infine la parola a Giulia Quagli l’illustratrice.

«Il primo settembre di un anno fa mi trovo una mail che come oggetto aveva “Una storia di speranza che ha bisogno della tua arte”. Le mie ferie non erano ancora iniziate e venivo da un periodo di lavoro super serrato (faccio l’illustratrice freelance e, come molti colleghi sanno, agosto, mese di redazioni semideserte, è un ottimo mese per poter lavorare in tranquillità). Stavo consegnando due libri e portandomi avanti con un progetto dell’autunno.

E quell’oggetto non suonava minimamente come una mail di lavoro.

La razionalità mi diceva di aspettare al mio rientro, ma non ho resisito, ha vinto la curiosità.

Francesca in quelle poche righe mi ha fatto provare una moltitudine di emozioni: sicuramente speranza, una mamma che legge uno dei libri che ho illustrato e ne apprezza ogni singola pagina mi fa avere speranza che anche se in modo microscopico i miei personaggi e le mie illustrazioni facciano la differenza; ammirazione, leggere di una donna che aveva affrontato la malattia e riusciva a condividere col mondo cose positive mi commuove come commuovono le cose belle e potenti della natura; e poi curiosità, c’era un libro, c’era una storia (e un cane, che cane!) e io potevo contribuire.

Ho chiesto ad Andrea (penna sopraffina che ha dato forma a quel testo!) e Francesca di aspettarmi: non riuscivo realisticamente ad incastrare nulla di nuovo in quel preciso momento, ma da subito ho capito che volevo dare una mano, dare il mio contributo.

Il resto è venuto letteralmente da solo.

Francesca ed Andrea si sono fidati e la storia ha fatto il resto, dovevano essere “qualche illustrazione” ed è stato impossibile non cercare di dare forma a tutto il resto! L’intento era quello di fare il lavoro migliore possibile; perché lo scopo, da subito dichiarato di Francesca ed Andrea, ovvero che tutto il ricavato sarebbe andato alla Collina degli Elfi, per me non poteva essere solo un mero contributo economico ci andava messo tutto quello che potevo.

E quindi ho iniziato come faccio di solito cercando di dare un volto ai personaggi, con Aron la parte difficile era riuscire a rendere in un’illustrazione l’entusiasmo di un golden e poi c’era Sam, ma anche Giorgione, Ghiandalberto (mio prefe!) ed Esmeralda e tutti gli altri infatti poi è nata la prima illustrazione del libro, che non è la prima che si trova, ma quella in cui Aron e Sam corrono e giocano e dietro di loro si dipana un mondo di fantasia e magia.

Vorrei fare altri 34 progetti con Francesca ed Andrea perchè, anche se non ci siamo mai visti (ma prima o poi berremo quel succo al mirtillo insieme!) è stupendo far parte di una cosa che è più grande di te e che può fare un pezzettino nella vita di qualcun altro».

Per informazioni: lacollinadeglielfi.it.

 

Giorgia Barile

Francesca Imberti

Andrea Lamonica

Giulia Quagli