CAMMINARE ACCANTO PER AIUTARE LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ A RITROVARE LA PROPRIA DIGNITÀ

Progetti, racconti e testimonianze

“Diventare volontari significa innanzitutto farsi compagni di viaggio”

La campagna di sensibilizzazione per il volontariato a tutela dei diritti promossa dal CSV “I diritti sono semi: un soffio li diffonde, la cura li fa crescere”  mette in evidenza il lavoro di tante associazioni che tutelano e diffondono questi semi preziosi per tutti noi.
Sulla rivista Società Solidale vogliamo dare spazio agli ETS che lavorano in questo ambito, che si adoperano per chi è più fragile e vigilano affinché quei diritti che ci sembrano dovuti non vengano mai a mancare nelle nostre vite.
L’importante lavoro di Granello di Senape si svolge in tante parti di Italia e in alcuni paesi africani

La dignità è uno dei diritti inalienabili di cui ciascuno di noi ha bisogno per vivere serenamente. Difendere la dignità delle persone è la base della filosofia degli oppressi secondo la quale le persone non hanno bisogno di carità ma necessitano di ritrovare la serenità interiore.

La filosofia degli oppressi, seguendo gli insegnamenti di Paolo Freire, guida tutte le attività dell’associazione di volontariato Granello di Senape che opera in tutta Italia e che porta avanti due progetti importanti: uno “Sulla strada della speranza” si svolge sul territorio di Bra, mentre “Senza fissa dimora” si svolge a Roma.

Abbiamo fatto alcune domande a Daniela Nardi, volontaria instancabile e presidente del sodalizio che ci ha spiegato la filosofia dell’associazione e il lavoro sul territorio.

Il progetto “Sulla strada della speranza” è nato a Bra nel 1999 e ha l’obiettivo di dare una prospettiva di vita diversa alle ragazze che sono costrette a prostituirsi: come operate per dare a queste donne una speranza?

«L’associazione mette a disposizione delle ragazze alloggi protetti all’interno dei quali poter percorrere un cammino di rinascita ad una vita dignitosa. Queste donne stanno con noi 18 mesi, in questo periodo cerchiamo di dare tutti gli strumenti per permettere loro di recuperare la dignità in tutte le sue forme. Ad accompagnarle c’è un’educatrice, una mediatrice culturale e tante volontarie che si prendono cura di loro e le aiutano a trovare il modo di ripartire. In questo periodo di rinascita le aiutiamo in tutto: con i documenti, con le prestazioni sanitarie, ci occupiamo dei loro bambini, le accompagniamo affinché imparino a comunicare bene in italiano, facciamo corsi professionalizzanti. L’obiettivo è renderle autonome. La soddisfazione più grande è ricevere le loro telefonate quando trovano un lavoro e raggiungono un’autonomia economica che permette loro di essere nuovamente donne libere capaci di poter decidere della loro vita».

A Roma invece con il progetto “Senza fissa dimora” sostenete le persone che vivono per la strada. Anche in questo caso però non vi fermate a fornire un pasto caldo, come lavorate?

«Nelle vie di Roma portiamo i pasti due volte alla settimana alla stazione Tuscolana, ma anche in questo contesto il pasto è un mezzo per riuscire a costruire delle relazioni che permettano a queste persone di riscostruirsi un percorso di vita. Andiamo sempre oltre all’assistenzialismo e cerchiamo di conoscere e costruire ponti attraverso i quali proporre attività che permettano di mettersi in gioco e di ripartire. Tutto questo è molto arricchente anche per noi volontari: il confronto con le culture, con le loro storie ci dà tanto e riempie le nostre vite».

Le vostre attività sono molto ampie, oltre ai progetti citati lavorate anche nel volontariato internazionale, quali sono le vostre attività?

«Nei paesi africani ci occupiamo di adozioni internazionali ma anche in questo frangente vogliamo cooperare. Il rapporto fra Granello e le famiglie non prende la pericolosa china della dipendenza degli uni verso gli altri. La nostra ‘adozione a distanza’ infatti non è un ‘aiuto ai poveri’, ma è una collaborazione costante ed efficace alla formazione di ragazze e ragazzi, di giovani e adulti, affinché diventino attori coscienti e responsabili del loro futuro, in (e con la propria) comunità, scoprendo e utilizzando le proprie qualità, le proprie forze, le proprie risorse.  L’obiettivo lo perseguiamo, prima di tutto, grazie ai Tutori che ci seguono e poi con tanto lavoro e impegno dei nostri volontari e soci in Italia. In ogni Paese africano, dove siamo presenti, abbiamo un gruppo di persone locali che appartengono al Grain de Seneve Rwandese, Ivoriano e Malgascio che si occupano personalmente delle adozioni».

Che cosa comporta diventare volontari di Granello di Senape ODV?

«Diventare un volontario del Granello di Senape significa innanzitutto farsi compagni di viaggio degli altri volontari e dei beneficiari dei progetti, entrare in una famiglia che non ha “ruoli” predefiniti, ma che mette al centro i desideri, le capacità e la voglia di ognuno. Le attività sono le più svariate. Si può essere utili collaborando alla gestione dei social associativi, far parte del gruppo di lavoro che si occupa dei progetti in Africa o di quelli in Italia, si può far parte della redazione del nostro giornale, si può collaborare sul campo nei singoli progetti».

 

Elisa Girardo