PROMUOVERE INIZIATIVE PER OGNI FORMA
D'ARTE E CULTURA E PER OGNI ETÀ

Progetti, racconti e testimonianze

“Il nostro sogno più grande è riuscire a passare il testimone alle nuove generazioni”

L’associazione Vivere Cervasca ODV opera sul territorio da oltre 12 anni: un sodalizio nato dal profondo legame con la storia e le tradizioni locali.

Nell’ambito della nostra campagna dedicata al volontariato culturale, abbiamo incontrato la presidente Maria Bramardi per farci raccontare da vicino le attività e i valori dell’associazione.

Qual è stata la scintilla che ha portato alla nascita della vostra associazione?

«Eravamo un gruppo di persone unite dal desiderio di fare qualcosa di concreto per la comunità di Cervasca. Esclusa la via politica, ci siamo interrogati su cosa si potesse realizzare in ambito culturale per valorizzare il territorio. Il legame tra di noi era molto saldo, alimentato da progetti, desideri e speranze condivise. Avevamo già una base solida: qualche anno prima avevo curato una pubblicazione dedicata proprio alla storia, alla cultura e all’arte di Cervasca. Siamo partiti da lì per promuovere il territorio, farne conoscere le origini e accompagnare gli abitanti in un percorso di consapevolezza, trasformandoli da semplici “ospiti” a cittadini attivi e consapevoli».

Negli anni avete dedicato molta attenzione ai bambini e ai ragazzi delle scuole medie. Da dove nasce questa scelta?

«Il nostro sogno più grande è riuscire a passare il testimone alle nuove generazioni. Senza questo passaggio, con l’invecchiamento della popolazione, le tradizioni rischiano di andare perdute. Questa convinzione ci ha spinti a ideare, insieme alla scuola media, il Progetto Eredità: un percorso di collaborazione paritaria. Lo scorso anno scolastico abbiamo lavorato a stretto contatto con gli studenti: noi volontari abbiamo raccontato la storia e guidato i laboratori, mentre i ragazzi hanno appreso e rielaborato i contenuti. Hanno realizzato diversi lavori, tra schede descrittive e illustrazioni. Mi ha colpito molto la riflessione fatta da una docente durante la presentazione: «Ragazzi, voi avete rappresentato la storia; ma con i vostri lavori siete entrati in un libro che sarà letto e conservato nel tempo. Voi stessi siete diventati storia». Tutti i disegni sono stati realizzati in bianco e nero, dando vita a un libro da leggere, guardare e colorare».

La collaborazione con il mondo scolastico si è quindi consolidata nel tempo?

«Sì, ed è per noi motivo di grande soddisfazione vedere un progetto diventare strutturato all’interno dell’offerta formativa. Ogni anno l’Istituto comprensivo di Cervasca organizza una giornata di accoglienza per gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di 1° grado, che provengono dalle quinte elementari di Cervasca, Vignolo e dei comuni limitrofi. Ad accoglierli ci siamo noi volontari: insieme ripercorriamo il tragitto del fiume, individuiamo i paesi vicini, la città di Cuneo, la Merlo e, novità sempre stimolante per i ragazzi, esploriamo l’antica pieve di Santa Maria del Belvedere e la discarica di San Nicolao».

L’associazione rivolge la sua attenzione a tutte le fasce d’età: negli anni avete collaborato molto anche con gli ospiti della casa di riposo.

«Esatto, non vogliamo assolutamente dimenticare i nostri anziani, che rappresentano la memoria storica e la fonte primaria da cui attingere per tramandare le tradizioni. Gli ospiti della casa di riposo sono stati spesso il canale principale attraverso cui raccontare Cervasca. Nel quotidiano li coinvolgiamo nelle giornate culturali e organizziamo per loro piccoli laboratori in occasione delle mostre, lavorando costantemente affinché continuino a sentirsi parte attiva e integrante della comunità».

Siete riusciti a farvi conoscere anche al di fuori del comune, nei territori limitrofi. Qual è stato il vostro segreto?

«Siamo riusciti ad ampliare il nostro raggio d’azione differenziando l’offerta dei progetti. Abbiamo promosso iniziative per ogni forma d’arte e cultura: dalla musica alla lettura, fino alle arti figurative. In particolare, le mostre che organizziamo periodicamente sul territorio — con la partecipazione di artisti anche molto affermati — ci aiutano a far circolare il nome dell’associazione e ad attrarre a Cervasca pubblico e visitatori sempre nuovi».

Che cosa significa, in concreto, essere un volontario di Vivere Cervasca?

«Significa innanzitutto portare avanti un progetto unico e prezioso per il nostro territorio. I nostri volontari mettono a disposizione le proprie competenze, ne acquisiscono di nuove e condividono idee con uno spirito propositivo, offrendo un servizio concreto alla comunità. In cambio riceviamo un’opportunità continua di crescita personale e la possibilità di costruire relazioni umane profonde, che ci fanno sentire davvero parte attiva del nostro paese».

 

 

Elisa Girardo