Verso il triennio 2026-2028: intervista al
Presidente Massimo Maria Macagno

La parola a

“Il mio sogno è vedere le associazioni di un territorio lavorare insieme
stabilmente: dalla nascita delle idee alla pianificazione delle risorse, umane ed economiche”

Martedì 21 aprile 2025, si è tenuta un’assemblea intensa e partecipata che ha visto coinvolti i 335 soci di Società Solidale ETS. Con una presenza superiore al 70%, l’assemblea ha rinnovato gli organi sociali per il triennio 2026-2028, confermando la fiducia al Presidente uscente.

Abbiamo rivolto alcune domande a Massimo Maria Macagno per tracciare un bilancio del lavoro svolto e delineare le sfide future del volontariato locale.

Presidente, dopo tre anni alla guida di Società Solidale ETS, a che punto siamo arrivati? Come intende consolidare i risultati raggiunti?

«In questi tre anni abbiamo lavorato in continuità con il percorso iniziato nove anni fa da Mario Figoni, realizzando le grandi trasformazioni dettate dal nuovo quadro normativo del Terzo Settore. Oggi siamo più radicati nel territorio, ma contemporaneamente presenti nella compagine regionale e nazionale: strumenti fondamentali per portare le istanze delle nostre Associazioni ai tavoli decisionali.

Le sfide sono chiare: sviluppare il volontariato, favorire il ricambio generazionale e, soprattutto, aiutare le Associazioni a dotarsi di nuovi strumenti. Fare volontariato oggi è profondamente diverso rispetto a vent’anni fa: utilizzare vecchie modalità operative rischia di essere inefficace fronte allo straordinario cambiamento sociale in atto».

Come funziona l’esperienza di CSVnet Piemonte e quali sono le prospettive future?

«L’adesione alla rete dei cinque CSV del Piemonte è strategica. La collaborazione permette di realizzare servizi comuni con maggiore efficacia, efficienza e una riduzione dei costi, ampliando l’offerta per le associazioni.

Fare rete significa parlare con una voce sola nei confronti della Regione e delle Fondazioni di origine bancaria. Le prospettive su cui lavoriamo mirano a consolidare i rapporti con le forze politiche: vogliamo che le scelte legislative siano pienamente consapevoli delle esigenze e delle peculiarità del volontariato, pilastro della vita quotidiana dei cittadini».

A fronte di un volontariato che diventa sempre più individuale, come può rispondere il sistema dei Centri di Servizio al volontariato?

«Il bisogno di aiutare gli altri è rimasto immutato, ma è cambiato radicalmente il modo in cui le persone sono disposte a impegnarsi. Questo impone alle organizzazioni un cambio di vision: non è facile, bisogna cambiare ottica e atteggiamento. Il CSV, attraverso il supporto tecnico, la formazione e la condivisione di conoscenze, ha il compito di accompagnare questa trasformazione necessaria, rendendola il meno “dolorosa” possibile per le realtà».

Quale obiettivo o “sogno” si pone per questo nuovo triennio?

«Mi piacerebbe aumentare ulteriormente il numero delle associazioni socie, coprendo in modo capillare tutte le aree della nostra provincia. Il mio sogno è vedere le Associazioni di un territorio lavorare insieme stabilmente: dalla nascita delle idee alla pianificazione delle risorse, umane ed economiche. Infine, l’obiettivo resta quello di creare un legame sempre più forte con le istituzioni locali, provinciali e regionali, per far sì che le istanze del nostro territorio arrivino con forza a livello nazionale».

Sul sito CSV gli organi sociali eletti dall’assemblea.

Elisa Girardo