{"id":12089,"date":"2026-03-25T10:34:01","date_gmt":"2026-03-25T09:34:01","guid":{"rendered":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/?p=12089"},"modified":"2026-03-25T11:44:12","modified_gmt":"2026-03-25T10:44:12","slug":"le-sfide-delladolescenza-seminare-benessere-attraverso-il-volontariato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/le-sfide-delladolescenza-seminare-benessere-attraverso-il-volontariato\/","title":{"rendered":"LE SFIDE DELL\u2019ADOLESCENZA: SEMINARE BENESSERE ATTRAVERSO IL VOLONTARIATO"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1701252933499{background-color: #c11f3f !important;}&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;LE SFIDE DELL\u2019ADOLESCENZA: SEMINARE<br \/>\nBENESSERE ATTRAVERSO IL VOLONTARIATO&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:center|color:%23ffffff&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;16px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><em><span style=\"color: #000000;\">La parola a<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221;][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8 vc_hidden-xs&#8221;][vc_custom_heading text=&#8221;\u201cSolidariet\u00e0 e volontariato:<br \/>\nesperienze fondamentali per la crescita\u201d&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:center|color:%23c11f3f&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;28px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content_no_spaces&#8221;][vc_column][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;12092&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content_no_spaces&#8221;][vc_column][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-offset-1 vc_col-lg-10&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h5>La Quercia scout di Alba ODV ha proposto un importante progetto educativo per contrastare la violenza di genere che ha coinvolto 560 studenti del biennio appartenenti a diversi istituti superiori. I ragazzi hanno letto e discusso il libro \u201cRagazza mia\u201d della psicopedagogista Barbara Tamborini.<br \/>\nL\u2019opera affronta temi delicati come la crescita, l\u2019accettazione della propria unicit\u00e0, l&#8217;emancipazione e le sfide dell&#8217;adolescenza e, nonostante il titolo al femminile, \u00e8 rivolta a tutti per offrire strumenti concreti contro il disorientamento giovanile. \u00a0Il percorso \u00e8 culminato il 20 marzo ad Alba con un incontro collettivo con l&#8217;autrice al Teatro Sociale, \u00a0preceduto gioved\u00ec 19 marzo da una serata dal titolo \u201cIl genitore che serve nell\u2019era digitale&#8221;.<\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator color=&#8221;custom&#8221; style=&#8221;dotted&#8221; border_width=&#8221;4&#8243; accent_color=&#8221;#c11f3f&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<em>Abbiamo posto alcune domande alla psicopedagogista e scrittrice Barbara Tamborini. Anche il suo ultimo libro \u201cA voi ragazze e ragazzi&#8221;, appena uscito per De Agostini, tocca ancora il tema delle sfide dell&#8217;adolescenza.<\/em><\/p>\n<p><strong>Dottoressa, che cosa serve oggi per essere genitori nell&#8217;era digitale?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCrescere i figli oggi \u00e8 sicuramente pi\u00f9 complesso perch\u00e9 l&#8217;ambiente online non \u00e8 un ambiente progettato per il benessere e per l&#8217;educazione di chi sta crescendo. Spesso \u00e8 guidato da regole di mercato dove la priorit\u00e0 \u00e8 guardare a chi sta crescendo come un potenziale consumatore e quindi sollecitare i suoi bisogni, intercettare i suoi desideri e quindi anche le sue vulnerabilit\u00e0 per agganciarlo in una dinamica di consumo intensivo e soprattutto di utilizzo dei device in modo continuativo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tempo i ragazzi passano online pi\u00f9 le multinazionali hanno la possibilit\u00e0 di vendere la loro attenzione e generare profitto. Questo \u00e8 sicuramente un elemento molto caratteristico di quest&#8217;ultimo periodo storico e noi genitori dobbiamo formarci e in qualche modo tutelare la crescita, ponendo dei limiti che permettano ai nostri figli di muoversi in un ambiente dove mettersi in gioco, esplorare in un ambiente che offre stimoli specifici. Le ricerche ci dicono che oggi gli indici di benessere degli adolescenti sono i peggiori degli ultimi 20 anni e sicuramente l&#8217;uso delle tecnologie sregolato ha avuto un forte impatto in questo: c&#8217;\u00e8 un incremento di casi di depressione, isolamento sociale, insoddisfazione rispetto alla propria immagine corporea, deprivazione di sonno e molti altri disturbi che raccontano un malessere diffuso che va in qualche modo contrastato con azioni educative comunitarie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La crescita dei ragazzi secondo Lei pu\u00f2 passare attraverso la solidariet\u00e0 e il volontariato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSolidariet\u00e0 e volontariato sono esperienze fondamentali per la crescita, ancora oggi molti ragazzi sono impegnati in attivit\u00e0 di questo tipo. Mettersi in gioco in esperienze dove ti metti al servizio di qualcuno \u00e8 un&#8217;esperienza molto formativa perch\u00e9 impari a decentrare il pensiero, impari a sintonizzarti col bisogno degli altri, impari a gestire anche la fatica di un impegno continuativo che richiede una fedelt\u00e0, costanza, responsabilit\u00e0 nei confronti degli altri, implica la capacit\u00e0 di capire cosa posso fare, cosa non posso fare, di toccare il mio limite, di pensare che il mio impegno non pu\u00f2 magari cambiare completamente, risollevare la condizione di un altro, ma devo capire fino a che punto posso essere utile. Tutte competenze fondamentali per la formazione umana e che appunto vanno promosse e sostenute\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 educare allo spirito di servizio e alla cura del bene comune?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEducare allo spirito di servizio e alla cura del bene comune \u00e8 un passaggio di testimone che da generazioni gli adulti tramandano a chi sta crescendo, perch\u00e9 solo coltivando il bene comune \u00e8 possibile pensare e coltivare un&#8217;idea di futuro. In questo periodo storico i messaggi che arrivano sono contrastanti e dicono che la societ\u00e0 attuale non tutela il bene comune, ma molto spesso tutela il profitto, coltiva la possibilit\u00e0 di agire contro gli altri per il proprio bene. Questa \u00e8 una cultura molto diffusa che vediamo sia a livello della vita nella comunit\u00e0, ma potentemente nelle vicende internazionali e di politica globale. Questo \u00e8 un messaggio che spesso scoraggia i ragazzi e incute molta paura rispetto al futuro. Vediamo una condizione ambientale che mette molta angoscia a chi sta crescendo. C&#8217;\u00e8 proprio la fatica nei giovani di constatare: \u201cMa a nessuno sta a cuore il bene comune che ci riguarda da vicino per vivere il futuro?\u201d. Questa \u00e8 una consapevolezza che tormenta chi sta crescendo e che accende tanti interrogativi, ma nello stesso tempo sono moltissimi gli adulti che testimoniano un impegno costante soprattutto nelle realt\u00e0 territoriali, nell&#8217;associazionismo all&#8217;interno della vita parrocchiale, ma non solo, in tante associazioni laiche che si impegnano quotidianamente per il bene comune.<\/p>\n<p>Credo proprio che sia fondamentale che anche all&#8217;interno della scuola, oltre alla dimensione dei contenuti, si dedichi del tempo anche a una riflessione pi\u00f9 filosofica, pi\u00f9 sul valore complessivo della vita anche se non sono previste dal curriculum. L&#8217;educazione civica \u00e8 una grande opportunit\u00e0 che va ben sfruttata per aiutare i ragazzi a vedere esempi illuminanti di persone che si sono impegnate per questi valori e in qualche modo tenerli vivi e coltivarli nella quotidianit\u00e0 di ciascuno\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Giorgia Barile<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content_no_spaces&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;12090&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_empty_space][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Psicopedagogista e scrittrice <\/strong>incontra ogni anno migliaia di studenti attraverso i Progetti Lettura attivati con le scuole in molte regioni d&#8217;Italia. Ha pubblicato con A. Pellai diversi libri per ragazzi di molto successo quali &#8220;Ammare, Vieni con me a Lampedusa&#8221; (De Agostini), &#8220;La Bussola delle emozioni&#8221; (Mondadori), &#8220;Il grande salto&#8221; (Mondadori) e &#8220;Sono Francesco&#8221; (DeAgostini). Tiene incontri formativi sull&#8217;educazione affettiva ed emotiva e sull&#8217;educazione di genere. Ha dedicato particolare attenzione alla formazione delle ragazze con il libro &#8220;Ragazza mia&#8221; scritto con il contributo delle stesse protagoniste. Tiene incontri per genitori a sostegno della genitorialit\u00e0 con particolare attenzione alla gestione delle sfide evolutive di questo tempo storico. Ha pubblicato con A. Pellai libri per genitori tradotti in diverse nazioni, tra questi il best seller &#8220;L&#8217;et\u00e0 dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio preadolescente&#8221; (De Agostini) ed &#8220;Esci da quella stanza&#8221; (Mondadori). Coordina progetti per la creazione di comunit\u00e0 educanti sul territorio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00c8 mamma di quattro figli.<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola alla psicopedagogista Barbara Tamborini sui temi dell&#8217;adolescenza e dell&#8217;educazione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12091,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,3],"tags":[],"class_list":["post-12089","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-la-parola-a","category-18","category-3","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12089","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12089"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12106,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12089\/revisions\/12106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}