{"id":12519,"date":"2026-09-16T11:09:21","date_gmt":"2026-09-16T09:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/?p=12519"},"modified":"2026-09-17T17:10:53","modified_gmt":"2026-09-17T15:10:53","slug":"impedire-che-la-memoria-diventi-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/impedire-che-la-memoria-diventi-silenzio\/","title":{"rendered":"Fare volontariato culturale oggi significa  impedire che la memoria diventi silenzio.\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\" id=\"wpb-content-root\"><p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1701252641639{background-color: #88ac28 !important;}&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Impedire che la memoria diventi silenzio&#8221; font_container=&#8221;tag:h1|text_align:center|color:%23ffffff&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;16px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Progetti, racconti e testimonianze<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221;][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8 vc_hidden-xs&#8221;][vc_custom_heading text=&#8221;L&#8217;obiettivo dell&#8217;associazione culturale Val Casotto APS \u00e8 quello di conservare la storia di un borgo, raccogliere testimonianze, valorizzare luoghi, tradizioni e persone, ma soprattutto offrire gli strumenti per comprendere il presente e continuare a immaginare un futuro.&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:center|color:%2388ac28&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;28px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;12520&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-offset-1 vc_col-lg-10&#8243;][vc_empty_space][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]Nell\u2019ambito della campagna di promozione del volontariato culturale promossa dal Csv di Cuneo continuiamo il viaggio attraverso realt\u00e0 del territorio che si occupano della promozione ed educazione al patrimonio presente sul nostro territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator style=&#8221;dotted&#8221; border_width=&#8221;4&#8243; color=&#8221;custom&#8221; accent_color=&#8221;#88ac28&#8243;][vc_column_text]Questa settimana abbiamo intervistato il presidente dell\u2019associazione Amici di Val Casotto Aps Alessandro Briatore.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si occupa la vostra associazione? Quali sono i punti di forza e quali le difficolt\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00bb<br \/>\n\u00abL\u2019Associazione Amici di Valcasotto APS si occupa di promozione turistica, valorizzazione del territorio e conservazione della sua storia e della sua memoria, ma vuole essere anche un vero e proprio presidio della comunit\u00e0. In un paese che conta ormai pochissimi residenti, significa esserci, mantenere vive le relazioni, sostenere le attivit\u00e0 presenti e rappresentare un punto di riferimento anche per i villeggianti storici e per chi continua a sentirsi parte di questo luogo.<br \/>\nIl nostro punto di forza \u00e8, credo, la capacit\u00e0 di coniugare momenti di svago e convivialit\u00e0 con iniziative di carattere culturale. Siamo convinti che le due cose non siano affatto in contraddizione, anzi. La gastronomia, le feste e gli appuntamenti pi\u00f9 popolari hanno la capacit\u00e0 di coinvolgere un pubblico molto ampio e, proprio attraverso questi momenti, molte persone si avvicinano poi alla storia, alle tradizioni e alla cultura di Valcasotto. Inoltre, \u00e8 spesso grazie alle iniziative pi\u00f9 partecipate che riusciamo a sostenere economicamente quelle di carattere culturale.<br \/>\nQuasi tutte le nostre attivit\u00e0 nascono da questo equilibrio. Penso, ad esempio, al Pranzo da Re, che unisce rievocazione storica e gastronomia, alle serate dedicate alla storia certosina, sabauda e partigiana realizzate insieme alla Locanda del Mulino, oppure ai convegni organizzati in occasione degli ottant\u2019anni dalla Battaglia di Valcasotto e dagli eventi della Resistenza, che hanno registrato una partecipazione davvero importante.<br \/>\nNegli ultimi anni abbiamo poi investito molto sulla memoria fotografica, prima con una mostra dedicata alle immagini storiche di Ugo Robaldo e poi ampliandola fino a creare un dialogo tra passato e presente. La nostra idea \u00e8 molto semplice: non conservare la memoria per nostalgia, ma conservarla come base per costruire il futuro. Per questo la mostra \u00e8 uscita anche dalla cappella che la ospitava, portando le fotografie nelle strade e nelle borgate, proprio nei luoghi in cui quelle immagini erano state scattate. \u00c8 diventata cos\u00ec anche un percorso di scoperta del paese per chi arriva a Valcasotto, magari per la prima volta.<br \/>\nLe difficolt\u00e0, purtroppo, sono quelle che accomunano molti piccoli territori montani: spopolamento, invecchiamento della popolazione e soprattutto mancanza di un ricambio generazionale stabile. I giovani ci sono, partecipano e spesso rispondono quando c\u2019\u00e8 bisogno, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile garantire una presenza continuativa.<br \/>\nA questo si aggiunge un problema che riguarda, pi\u00f9 in generale, il mondo del volontariato: l\u2019aumento delle responsabilit\u00e0, degli adempimenti e dei rischi a carico di chi organizza attivit\u00e0 e manifestazioni. Paradossalmente, ci\u00f2 che dovrebbe essere prima di tutto un\u2019occasione di aggregazione, partecipazione e divertimento rischia di trasformarsi in un\u2019attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa e onerosa per chi la porta avanti gratuitamente.<br \/>\nE credo che questa sia una delle grandi sfide per il futuro: riuscire a mantenere vivo il volontariato senza renderlo cos\u00ec difficile da scoraggiare proprio quelle persone che vorrebbero mettersi a disposizione della propria comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa oggigiorno fare un volontariato di tipo culturale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFare volontariato culturale oggi, soprattutto in realt\u00e0 che si spopolano e invecchiano, significa innanzitutto impedire che la memoria diventi silenzio. Significa conservare la storia di un borgo, raccogliere testimonianze, valorizzare luoghi, tradizioni e persone, ma soprattutto offrire gli strumenti per comprendere il presente e continuare a immaginare un futuro.<br \/>\nViviamo in un contesto in cui la cultura locale deve confrontarsi con una quantit\u00e0 enorme di stimoli e in cui non \u00e8 sempre semplice mantenere attenzione e curiosit\u00e0 verso la storia dei piccoli territori. Questo, per\u00f2, non significa che l\u2019interesse sia venuto meno. La partecipazione che abbiamo riscontrato negli anni a convegni, incontri e mostre ci dimostra esattamente il contrario: quando la cultura viene proposta con linguaggi contemporanei, in modo accessibile e coinvolgente, le persone rispondono.<br \/>\nLo abbiamo visto anche a Valcasotto. Attraverso alcune delle nostre iniziative, molte persone hanno riscoperto un forte senso di appartenenza e, insieme, un vero e proprio orgoglio per la propria storia. Da l\u00ec sono nati approfondimenti, nuove testimonianze e soprattutto il desiderio di conoscere meglio il paese e le sue borgate.<br \/>\nCrediamo inoltre che la cultura non debba essere separata dalla vita quotidiana di una comunit\u00e0. Anche un momento di festa, di svago o di convivialit\u00e0 pu\u00f2 diventare un\u2019occasione per raccontare un territorio e generare valore, anche per le attivit\u00e0 economiche che quotidianamente lo presidiano e contribuiscono a mantenerlo vivo.<br \/>\nIn fondo, penso che questo sia il compito pi\u00f9 importante di un\u2019associazione come la nostra: lasciare una traccia. Non soltanto organizzare qualcosa oggi, ma costruire una memoria, suscitare interesse e creare le condizioni perch\u00e9 qualcun altro, domani, possa raccogliere quel patrimonio e continuare il lavoro.<br \/>\nPerch\u00e9 il vero risultato del volontariato culturale non \u00e8 soltanto ci\u00f2 che riesce a realizzare nel presente, ma ci\u00f2 che riesce a consegnare al futuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di cosa ha bisogno il volontariato culturale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHa bisogno, innanzitutto, di sostegno. Sostegno economico, ma anche istituzionale e progettuale.<\/p>\n<p>Per associazioni di piccole dimensioni, le iniziative culturali rappresentano spesso un investimento importante. Nel nostro caso, sono proprio le attivit\u00e0 gastronomiche e gli appuntamenti pi\u00f9 partecipati a permetterci, in buona parte, di finanziare quelle iniziative che hanno costi maggiori, come mostre, pubblicazioni, attivit\u00e0 di ricerca e convegni.<br \/>\nIl sostegno esterno arriva soprattutto dalle fondazioni bancarie, che svolgono un ruolo fondamentale, ma l\u2019accesso ai contributi passa attraverso bandi e procedure articolate, che richiedono competenze, tempo e capacit\u00e0 progettuali non sempre facilmente disponibili all\u2019interno delle piccole associazioni di volontariato.<br \/>\nCredo per\u00f2 che ci sia anche un altro aspetto fondamentale: i primi promotori di un territorio devono essere coloro che lo abitano e lo vivono. Serve forse un cambio di prospettiva, perch\u00e9 troppo spesso chi arriva da fuori riesce a riconoscere e apprezzare il valore di un luogo pi\u00f9 di chi lo vive quotidianamente. Dovremmo essere noi per primi a raccontare il nostro territorio, a valorizzarlo e a farne conoscere la storia.<br \/>\nE la cultura, se progettata con attenzione e con un linguaggio capace di parlare a pubblici diversi, pu\u00f2 produrre una ricaduta che va ben oltre il singolo evento. Una mostra, un percorso storico, una pubblicazione o un convegno possono generare interesse durante tutto l\u2019anno e contribuire a portare persone sul territorio in stagioni e per motivazioni diverse. Questo significa anche sostenere indirettamente quelle attivit\u00e0 economiche che rappresentano un presidio indispensabile nei piccoli borghi.<br \/>\nPer questo credo che serva una responsabilit\u00e0 condivisa: i cittadini devono essere i primi fautori della valorizzazione del proprio territorio, ma enti e istituzioni devono creare le condizioni perch\u00e9 questo impegno possa continuare e crescere. Il volontariato pu\u00f2 accendere la scintilla, ma per mantenerla viva servono attenzione, strumenti e sostegno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Crede che la cultura, attraverso il volontariato, possa crescere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec. La cultura, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, \u00e8 patrimonio di tutti e pu\u00f2 essere costruita e trasmessa da tutti. Il volontariato, da questo punto di vista, ha una caratteristica preziosa: coinvolge persone che scelgono di essere attive, che hanno curiosit\u00e0, interesse e spesso un forte senso di appartenenza e di orgoglio per le proprie origini e per il territorio in cui vivono.<br \/>\nQuando un\u2019iniziativa nasce dal basso, proprio per questo, pu\u00f2 diventare qualcosa di molto partecipato e sentito. Non ci sono soltanto organizzatori e spettatori, ma persone che, ciascuna a modo proprio, si sentono parte di ci\u00f2 che viene realizzato e contribuiscono a costruirlo.<br \/>\nQuesto non significa, per\u00f2, che il volontariato possa o debba essere la risposta a ogni necessit\u00e0. Al contrario, proprio perch\u00e9 rappresenta una risorsa cos\u00ec importante, deve essere sostenuto e incoraggiato dalle istituzioni, soprattutto a livello locale, e dalle attivit\u00e0 economiche del territorio, che spesso beneficiano direttamente delle iniziative culturali e della maggiore attrattivit\u00e0 che queste riescono a generare.<br \/>\nAllo stesso tempo, credo che anche il volontariato debba avere il coraggio di intraprendere questa strada. Fare cultura \u00e8 certamente pi\u00f9 impegnativo e, spesso, meno gratificante nell\u2019immediato rispetto all\u2019organizzazione di un semplice evento. Ma \u00e8 un lavoro che lascia qualcosa di molto pi\u00f9 concreto: una traccia, una conoscenza, una memoria condivisa, un patrimonio che rimane al territorio e a chi lo frequenta.<br \/>\nE forse \u00e8 proprio questa la vera forza del volontariato culturale: non limitarsi a fare qualcosa per il proprio paese, ma contribuire a costruire qualcosa che possa rimanere al proprio paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Debora Sattamino<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content_no_spaces&#8221;][vc_column][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;12521&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con lo slogan \u201cUniti nella cultura per lasciare il segno\u201d parte la campagna di promozione del volontariato in ambito culturale promossa dal CSV. <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12526,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,4],"tags":[],"class_list":["post-12519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-progetti-racconti-e-testimonianze","category-18","category-4","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12519"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12551,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12519\/revisions\/12551"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/csvcuneo.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}