"Il treno dei bambini" di Cristina Comencini
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La recensione del film

“Il treno dei bambini” di Cristina Comencini, recensione a cura del professor Pier Mario Mignone.
Nell’immediato dopoguerra, tra il 1947 e il 1952, l’Unione Donne Italiane e il Partito Comunista Italiano misero in piedi un’attività di solidarietà sociale tra nord e sud senza precedenti per la sua carica umanitaria in uno slancio “unitario” della nazione: settantamila bambini delle zone devastate dalla guerra, prevalentemente al sud, privi dell’essenziale e sfiniti dalla fame, furono ospitati, accolti con amore e non solo sfamati, nel Nord, identificabile nell’Emilia Romagna, modello di sinistra per gli italiani come aveva sempre pensato Nanni Moretti. Ce lo aveva già ricordato Alessandro Piva nel suo bel documentario di 62 minuti del 2011, Pasta nera, successivamente nel 2019 la scrittrice napoletana Viola Ardone pubblica Il treno dei bambini, un best seller tratto da una storia vera svoltasi tra il 1944 e il 1947, diventato un film nel 2024 con la regia di Cristina Comencini.
Amerigo Speranza è un ragazzo di otto anni, scontroso e un po’ ribelle dei quartieri spagnoli di Napoli, un po’ Pinocchio e un po’ Lucignolo, è stato osservato con rimando al film di Luigi Comencini. Il padre non c’è (emigrato in America in cerca di miglior sorte? Forse no), la madre Antonietta non ha mezzi di sussistenza, sta considerando di affidarlo al treno dei bambini destinato al nord ove potrebbe essere assistito per un po’ da una famiglia disponibile. Ma là, al Nord, si dice che taglino le mani ai bambini e poi li mangiano… A Modena lo accoglie Derna, una ex partigiana e militante del partito che non ha figli e vede in Amerigo una maternità per surroga. Difficile l’ambientazione, ma lentamente si fa strada una intesa, una prospettiva futura, complice un volontario che insegna il violino ad Amerigo, e gliene costruisce pure uno. Il ritorno vede lo scontro con la dura realtà della miseria materna, il tentativo di cancellare i ricordi dell’esperienza emiliana e i sogni musicali da parte della madre, la fuga del ragazzo al nord. Sapremo poi che in realtà la madre, lasciandolo andare per un futuro migliore, avrà compiuto un gesto di amore persino più grande e generoso della “mamma del nord”, per quel ragazzo diventato negli anni un violinista di fama.
Cristina Comencini rivela altrettanta sensibilità del padre Luigi, uno dei nomi storici della commedia all’italiana, per lo sguardo amorevole e puntuale per la psicologia dei giovanissimi, ben assecondata non solo dagli attori, – Barbara Ronchi, Serena Rossi, Christian Cervone -, dalle musiche di Nicola Piovano, ma anche da collaboratori di famiglia nella sceneggiatura, – come la figlia Calenda e la nipote Duguay. In questo dramma le due madri coraggio in un’Italia divisa da tutto esprimono la volontà, personale e comunitaria di rimettersi in gioco e ripartire per un bene comune. Anche con il proprio sacrificio, perché nessuno resti indietro. “Sono sempre stata interessata alle storie personali che si svolgono in una Storia più grande” ha detto la regista.
Una storia di solidarietà intensa, partecipata, commovente.
Pier Mario Mignone

Pier Mario Mignone
Frequenta come borsista di Ca’Dolfin l’Università di Venezia “Ca’ Foscari”, dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere (Inglese e Americano). Insegna Inglese al Liceo Ginnasio “Govone” di Alba e poi al Liceo Scientifico “Cocito”.
Nel contempo si occupa di Cinema, fondando alcuni Circoli del Cinema (aderenti all’Unione Italiana Circoli del Cinema, di cui è stato presidente per alcuni anni e di cui è tuttora consigliere).
Unitamente a pubblicazioni varie, tiene incontri di cultura massmediatica per scuole, enti pubblici e privati, college, in Italia e all’estero. Ha svolto pure attività di group leader per studenti di vacanze-studio nel Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti, iniziando altresì un’intensa produzione video documentaristica tuttora in piena attività. È stato tra i fondatori di Alba International Film Festival, di cui è attualmente presidente, e ha fatto parte di alcune giurie in festival internazionali.















