MAIL DI SPAM, ALERT SU META: COME RICONOSCERE LE TRUFFE E COME DIFENDERSI
La parola a
“Denunciare una frode su internet è importantissimo perché aumenta la consapevolezza e riduce i rischi”

Sulle email, private o dell’ETS e sulle pagine e profili social sono sempre più comuni avvisi di spam o di phishing. Su Meta poi arrivano vere e proprie minacce che intimano a cliccare su link per evitare la cancellazione della nostra pagina. Diventa difficile capire come muoversi: se ignorare il messaggio, cancellarlo o prenderlo in considerazione.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Baldoni, sistemista informatico con una passione per il mondo della musica e del Terzo Settore.
Alessandro è la penna dietro a www.alessandrobalboni.com, un blog gratuito che offre suggerimenti per restare al passo con gli ultimi trend tecnologici. Sul blog affronta le più comuni truffe online, fornisce suggerimenti su come riconoscerle e disinnescarle.
I nostri ETS ricevono tantissime mail su messanger, e a volte anche sulla mail, che segnalano la violazione di qualche diritto o della privacy di Meta. Come mai questo attacco massiccio nei confronti del volontariato?
«Gli ETS sono utenti appetibili da chi fa pishing e spam perché hanno una credibilità molto alta. Anche se la pagina ha pochi follower questi si fidano dell’associazione, se ricevo una richiesta di aiuto da parte dell’ETS che mi ha sostenuto in un momento difficile sono disponibile a donare due/tre euro per contribuire alla loro causa».
Un consiglio per riconoscere, in linea di massima, queste truffe?
«I messaggi di spam sono sempre estremamente generici: “Hai violato le regole sulla privacy di Meta”, oppure “Alcuni dei tuoi post violano il diritto d’autore”, non vanno mai nello specifico e non ti spiegano dove hai violato le regole. Inoltre è sempre molto importante controllare chi è il mittente: le email di spam arrivano dagli indirizzi più disparati, hanno numeri nell’indirizzo, lettere casuali. I messaggi che arrivano su messenger hanno loghi strampalati che solo a un controllo superficiale sembrano richiamare la grafica di Meta».
Come comunica Meta se hai violato le loro policy in materia di privacy o diritti d’autore?
«La prima cosa da sottolineare è che Meta comunica solo attraverso il centro di assistenza business, non arrivano email al singolo e non arrivano messaggi su messenger. Le comunicazioni di Meta riguardano sempre un post specifico e allertano su come agiranno per bloccare quel post. Se hai violato i diritti d’autore cancellano l’audio, se il post non rispetta la normativa privacy lo cancellano dalla pagina. Quando cancellano il post ti lasciano la possibilità di fare il reclamo se non ritieni sia corretta la loro segnalazione, ma anche quel reclamo è da fare all’interno della piattaforma, non ci sono mai link che riportano a siti esterni».
Altri consigli per difendersi da queste truffe?
«Vi segnalo un sito che aiuta gli utenti a difendersi, Truffeonline.com. Si tratta di una grande banca dati dove gli utenti possono fare le loro segnalazioni raccontando le loro esperienze sfortunate. Quindi inserendo delle parole chiave o il sito sul quale nutrite qualche sospetto è possibile verificare con un click quali esperienze abbiano avuto gli utenti prima di voi. Il sito offre anche diverse sezioni e categorie per trovare siti web fraudolenti sulla base del tipo di truffa. TruffeOnline.com permette, compilando un semplice form, di fare una segnalazione in merito al sito che vi ha fregato (o che stava per fregarvi). Denunciare una frode su internet è importantissimo perché aumenta la consapevolezza e riduce la possibilità che qualcuno cada vittima del sito truffaldino».
Un’ultima domanda: ci sono servizi di posta elettronica che proteggono maggiormente dallo spam?
«Consiglio agli ETS di utilizzare GMAIL perché ha un filtro spam molto potente. Essendo un servizio attivo in tutto il mondo ha un sistema di riconoscimento globale dello spam ed più difficile che le mail arrivino nella posta in arrivo. Google blocca in automatico le mail contraffatte ovvero inviate da mittenti massivi e le mette direttamente nella cartella spam».
Per approfondire il tema del pishing visitate il sito www.alessandrobaldoni.com.
Elisa Girardo