“Volontari Formati e In-Formati”: a Busca un ciclo di incontri gratuiti per sostenere la terza età
La parola a
“Confini emotivi, relazionali e pratici
a tutela dell'anziano e del volontario”


L’associazione Volontari dell’Annunziata ODV, nell’ambito dell’avviso di selezione per lo sviluppo di idee formative del CSV Cuneo Società Solidale ETS, ha sviluppato il percorso formativo intitolato “Volontari Formati e In-Formati”. Il corso, completamente gratuito, è stato dedicato sia ai volontari già attivi sia ai cittadini che hanno così potuto avvicinarsi al mondo del volontariato con competenza e sensibilità.
L’obiettivo dell’iniziativa era fornire strumenti pratici e psicologici per migliorare la qualità dell’assistenza e della relazione con le persone anziane, promuovendo una cultura della cura che metta al centro la dignità della persona.
«Formare i volontari significa dare valore al loro tempo e garantire una presenza consapevole accanto ai nostri anziani» spiegano gli organizzatori del percorso.
Tre sono state le formatrici: Giulia Garelli fisioterapista, Michela Re psicoterapeuta e psicoanalista e la psicologa Francesca Tilotta. Proprio con lei abbiamo effettuato un piccolo approfondimento sulle tematiche trattate e sullo svolgimento del corso.
La dottoressa Tilotta è una giovane psicologa di Cuneo laureata a Torino in psicologia Clinica, al momento frequentante la specializzazione di Psicoterapia Istituzionale a Genova. Ha fatto diversi anni volontariato con disabili e al momento lavora con persone anziane, che vivono in invecchiamento fisiologico o che soffrono di demenza. Svolge lavoro di stimolazione cognitiva e psicomotoria in RSA.
Quali sono stati i punti principali affrontati nel corso?
«Durante la formazione abbiamo approfondito i principali bisogni vissuti dell’anziano, collegandoli ai cambiamenti tipici di questa fase della vita. Abbiamo poi esplorato il ruolo del volontario nel rispondere a tali bisogni, soffermandoci su
alcuni aspetti fondamentali della relazione d’aiuto. Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema dei confini emotivi, relazionali e pratici, indispensabili per tutelare sia l’anziano sia il volontario. Infine, abbiamo discusso alcuni suggerimenti operativi per affrontare in modo efficace e rispettoso le situazioni delicate che possono emergere all’interno di una struttura».
I volontari, quali aspetti hanno più apprezzato del corso?
«I volontari si sono mostrati molto attenti e partecipativi rispetto a tutti gli argomenti trattati. Le loro esperienze dirette di situazioni delicate sono state preziose e hanno favorito confronti ricchi e costruttivi su come gestirle. Hanno valutato l’incontro in modo positivo, sottolineando quanto sia importante, ogni tanto, fermarsi a riflettere sui bisogni dell’anziano e sul proprio modo di stare nella relazione».
Quali sono stati gli strumenti pratici e psicologici volti a migliorare la qualità dell’assistenza?
«I diversi temi sono stati affrontati attraverso attività pratiche. La prima era centrata sulla relazione e sulle modalità di entrare in contatto. La seconda riguardava i bisogni dell’anziano: ai volontari sono state proposte diverse frasi da collegare ai bisogni impliciti espressi. La terza attività ha valorizzato le loro esperienze personali in situazioni delicate, integrate con alcune frasi utili per mantenere confini chiari senza ferire la persona».
Come formatrice è stata positiva la sua esperienza in questo corso?
«La mia esperienza è stata molto positiva. Ho apprezzato il coinvolgimento del gruppo, la disponibilità al confronto e l’alta partecipazione. È stato un incontro ricco e dinamico».
Debora Sattamino























