Storie dell’altro ieri
Progetti, racconti e testimonianze
“Il racconto corale della vita in
Alta Langa nel Novecento”

Il percorso espositivo accompagna il visitatore nella vita dell’Alta Langa della seconda metà del Novecento, quando l’esistenza quotidiana era profondamente intrecciata al lavoro della terra e ai suoi ritmi implacabili. Sarà visitabile fino al 27 Marzo
Fino al 27 marzo 2026, in Corso Torino 18 ad Alba, sarà possibile visitare la mostra “Storie dell’altro ieri” organizzata da Ordine dei cavalieri della Langhe APS. Il percorso espositivo accompagna il visitatore nella vita dell’Alta Langa della seconda metà del Novecento, quando l’esistenza quotidiana era profondamente intrecciata al lavoro della terra e ai suoi ritmi implacabili.
Le fotografie di Malvina Manera, recentemente scomparsa, compongono un racconto visivo sobrio e diretto, capace di restituire la durezza di una vita prevalentemente contadina senza ricorrere a retorica o idealizzazione. Il percorso visivo si intreccia alle testimonianze scritte raccolte da Celeste Oricco, che nel corso degli anni ha custodito i racconti di sua madre e di sua zia, Luigina e Teresina Martino.
Abbiamo posto a Roberto Coro, uno dei curatori della mostra e volontario del sodalizio Ordine dei cavalieri delle Langhe, alcune domande per capire meglio i messaggi che si vogliono trasmettere attraverso la mostra.
- La mostra vuole tenere insieme testimonianza storica, umana e linguaggio fotografico. Come avete lavorato per raggiungere questo obiettivo?
È l’autrice delle fotografie, Malvina Manera, a tenere insieme questi tre elementi. Il suo stile è diverso, attraverso le sue fotografie entri nel cuore dei langhetti. È stata capace di andare oltre il muro di diffidenza e di arrivare al cuore delle persone. Il percorso visivo si intreccia alle testimonianze scritte e raccolte da Celeste Oricco, che nel corso degli anni ha custodito i racconti di sua madre e di sua zia, Luigina e Teresina Martino. Le loro parole restituiscono una memoria vissuta dall’interno, fatta di rinunce, lavoro incessante e legami familiari profondi, offrendo una chiave di lettura intima e autentica delle immagini. La mostra si configura così come un atto di riconoscimento e di memoria condivisa, capace di trasformare storie individuali in patrimonio collettivo.
- Il percorso espositivo accompagna il visitatore nell’alta langa in cui è prevalente la vita contadina. In un territorio patrimonio Unesco in cui il turismo è protagonista, quanto è importante la memoria storica?
La mostra racconta un mondo completamente diverso, in cui la fatica e il sacrificio caratterizzano la quotidianità della maggior parte delle persone. Oggi la città di Alba, e gran parte del territorio albese, è molto ricca. Pensiamo che conoscere come fosse la vita nel periodo post fenogliano sia importante anche per essere grati di quello che siamo e che abbiamo adesso. Gran parte della nostra ricchezza deriva dalla fatica, dal sudore delle generazioni precedenti. La memoria storica è essenziale per comprendere il passato ma anche per promuovere oggi uno stile di vita più vicino alla natura.
- Storie dell’Alta Langa è dedicata a Malvina, Luigina e Teresina. Quanto è forte la figura della donna in questa mostra e cosa ha rappresentato la figura femminile nel periodo che raccontate con le fotografie?
I contenuti della mostra derivano da tre donne e questo ha dato un taglio diverso, c’è una visione che arriva al cuore delle persone. Nell’epoca che raccontiamo la figura femminile, benchè silenziosa, era essenziale al funzionamento della famiglia della comunità. Le donne si adoperavano perché ci fosse cibo per tutti i figli, le donne davano una mano alla comunità e non lasciavano nessuno indietro. Le fotografie e i racconti delle donne aiutano anche a scoprire l’essenza delle persone, i ritratti arrivano al cuore e ti permettono di immergerti in un ‘altra epoca. “Storie dell’altro ieri” è dedicata a Malvina, a Luigina e Teresina e, idealmente, a tutte le donne che nel secolo scorso hanno sorretto le sorti di tante famiglie dell’Alta Langa. Donne spesso invisibili, eppure centrali, pilastri silenziosi della vita domestica e rurale, custodi della continuità e della trasmissione dei saperi.
La mostra, ad ingresso libero e con accessi privi di barriere architettoniche, sarà visitabile dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 8 alle 20; il sabato sarà possibile accedere su prenotazione.
Nel corso del periodo di apertura della mostra sono previsti diversi eventi culturali di approfondimento:
- Sabato 7 marzo alle 17, in collaborazione con l’Associazione culturale L’Arvàngia, è in programma “Tra pentole e dispetti”, una conversazione con Romano Salvetti dedicata alle figure delle chisinere e delle masche.
- Sabato 14 marzo alle 17, in collaborazione con l’Associazione ALEC – Gianfranco Alessandria ODV , si svolgerà l’incontro “Terre alte, vite profonde”, una conversazione con Antonio Buccolo, Matteo Cerrina, autore del volume “Da area marginale a terra originale – L’alt(r)a Langa” e Celeste Oricco.
- Infine, sabato 21 marzo alle 17 il Professor Gianmarco Gastone terrà un interessante intervento dal titolo “Il lavoro e la storia: le Langhe”.
INFORMAZIONI:
Location: Corso Torino 18 Professional Workshop – Alba (CN), Corso Torino n. 18
Date: Dal 16 febbraio al 27 marzo 2026
Orari di apertura: Dal lunedì al venerdì: dalle 8 alle 20.
Elisa Girardo




























































































































